-Guarda che mo m'engazzo- le urlò riattaccando il telefono.
Io avevo abbassato lo sguardo, un po' imbarazzato dalla situazione e così, guardandomi impietosito, posò la sua mano pesante sulla mia spalla e sussurrò-shccusa-.
Io accennai un sorriso, senza dire nulla, e senza che io potessi dir nulla, lui fece quello che più di tutto speravo non avrebbe mai fatto: cominciò a raccontarmi il suo lungo litigio con quella ragazza che era al telefono e, a me, che di racconti ne avevo già sentiti fin troppi, non me ne fregava proprio un cazzo, ma dovetti comunque sorbirmi tutto il suo discorso.
-E 'nzomma so du mesi che noi,come dire,- cercava di nascondere il suo dialetto marcato- ecco, diciamo che noi si esce inzieme-. Fece una breve pausa ad aspettare la mia reazione, ma aspettò invano e così riattaccò- è ovvio che noi non è che si usciva e basta, chiaro che intendo?- purtroppo mi era chiarissimo, ma mi limitai ad accennare soltanto un movimento delle sopracciglia, lasciando che riprendesse a parrlare- bè ecco però lei è un bo' 'na troia, adesso non vorrei esse troppo volgare,
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Ander de brigg15.05.2008 05:04